2 posts tagged “idee”
La mappa non è il territorio. Pensare di disegnare una mappa dei miei blog pretendendo di proporre una mappa di me è pura idiozia. Tuttavia nei miei blog trovate, per settori, le mie passioni, e alcuni stralci del mio quotidiano.
Blog Personali
- Phil Place - Il mio blog principale, questo dal quale sto scrivendo. Quello più pubblico e generalista, dove metto un po' di tutto, per sommi capi.
- Creative Landscape - Un blog molto particolare. Inserito in Opera Community è una sorta di piattaforma creativa, dove filtro la quotidianità attraverso l'idea di trovare idee. Lo uso in stretta relazione con il browser Opera, che ha molti servizi che vi consiglio di sperimentare. (Da questo punto di vista, a partire da questa piattaforma, sto sperimentando Opera Unite, un servizio che vi permette di sbirciare nel mio computer, se solo avete la voglia di chiedermelo.)
Blog Dove Scrivo
- Rovigo Jazz Club Official Blog - Un'idea che abbiamo avuto con gli amici del Rovigo Jazz Club, ente che organizza eventi e concerti legati appunto al jazz e ai suoi dintorni. In questo blog scrivo recensioni e presentazioni di eventi musicali.
- RJC Gallery - Blog su Posterous dove inserisco unicamente i bellissimi scatti fotografici relativi ai concerti del Rovigo Jazz Club. Insomma, foto in musica.
- Phil @ Protagonize - Luogo dove mi dedico alla scrittura creativa. [work-in-progress]
Altre Cose
- Phil Amplipage - Più che un blog, uno spazio di amplificazione di articoli miei e altrui. Sviluppo qui le mie passioni soprattutto in campo tecnologico, con particolare riferimento al mondo dei computer e delle comunicazioni sociali e culturali.
- Digital Moleskine - Blog su Tumblr (un tumblelog) con varie facezie, stralci, citazioni mie e altrui, foto, video, poesie, suoni, idee, etc... (Si tratta di un progetto chiuso e, almeno a tutt'oggi, abbandonato. Tuttavia ci trovate cose carine.)
Sono uscito dal Conservatorio di Padova nel 1997. Ricordo che per l'esame di decimo anno il mio maestro di piano mi propose un pezzo dedicatogli da un suo amico compositore tempo addietro. La caratteristica saliente del brano era che andava eseguito non solo alla tastiera, ma anche agendo direttamente sulle corde del pianoforte con unghie e polpastrelli. Per far questo era necessaria una mappatura dello strumento con del nastro di carta, unico modo per farmi riconoscere a colpo d'occhio la nota da suonare. Pertanto mi recai anticipatamente in auditorium per la "preparazione" sopraccitata, non senza un certo stupore da parte del custode che mi vide armeggiare con oggetti certamente poco consueti rispetto al contesto. A ben vedere non era una cosa del tutto nuova. Si trattava in realtà di una prassi abbastanza comune in numerose partiture di musica colta contemporanea, specie statunitense. Ricordo tra le altre cose che, utilizzando una matita e il tappo di una penna a inchiostro cancellabile (di quelli, cioè, col gommino), inventai una sorta di martelletto volante, che per la parte percussiva del brano, cioè quella che avrei dovuto eseguire con le dita, andava a mio avviso molto meglio.
A distanza di oltre un decennio questo ricordo si accompagna a due considerazioni: (1) John Cage (musicista che introdurrò tra poco) era anche un filosofo sociale; (2) il nastro carta è un'oggetto molto utile, se lo usiamo creativamente.
Due parole su John Cage
Musicista americano attivo dagli Anni Cinquanta, fu l'inventore del preparated piano (sostanzialmente un pianoforte a coda con suono modificato dall'introduzione di oggetti tra le corde), e introdusse il concetto di anarchia nelle sue partiture musicali, fino a sconfinare nella musica fatta solo di silenzio (in lui fu notevole l'influsso del pensiero Zen), piuttosto che in configurazioni del tutto nuove nella concezione del suono e del tempo musicali: opere con percussioni e strumenti bizzarri (tazzine di riso, giradisci, apparecchi radiofonici), piuttosto che della durata potenziale di svariati anni, così come per organici vastissimi (un'intera città, ad esempio), e via discorrendo... [JC in Wikipedia]
Questo per la parte musicale. Ma John Cage fu anche un filosofo a tutti gli effetti. E spesso la sua "musica non musica" aveva una connotazione polemica sulla capacità di ascoltare (qualsiasi cosa), sul fatto che in fondo tutta la musica (e tutto il sapere) non fosse altro che un'attitudine dell'ascoltatore a percepire con attenzione le miriadi di configurazioni sottilissime della natura circostante.
Quello che più mi affascina di John Cage, e di molti altri come lui, è la capacità di unire cose distanti tra loro. Cioè: di unire "pezzi che la società e i codici comuni tendono a separare" per ottenere oggetti più interessanti di quelli già presenti. Cosa che io chiamo Creatività, esattamente come nell'idea del matematico francese Henri Poincarré.
Un risultato nuovo ha valore, se ne ha, nel caso in cui stabilendo un legame tra elementi noti da tempo, ma fino ad allora sparsi e in apparenza estranei gli uni agli altri, mette ordine, immediatamente, là dove sembrava regnare il disordine [...] Inventare consiste proprio nel non costruire le combinazioni inutili e nel costruire unicamente quelle utili, che sono un'esigua minoranza. Inventare è discernere, è scegliere [...] fra tutte le combinazioni che si potranno scegliere, le più feconde saranno quelle formate da elementi tratti da settori molto distanti. [Scienza e Metodo, 1906]
Ho pensato oggi al nastro di carta come all'alternativa più straordinariamente comoda, versatile e del tutto sostituibile ai costosi Post-It. Questa trovata è in fondo figlia di una sostituzione: non andare in cartoleria, vai in ferramenta. Quante cose potrebbero essere fatte meglio sostituendo un'ovvietà? Secondo me molte.
Domanda: Quali sono le infrastrutture politiche, sociali e logistiche che ci impediscono di vedere le nuove combinazioni utili e di trasformarle in soluzioni?
Vi lascio con questa riflessione interrogativa e intanto mi guardo il DVD di Barbarella.